mercoledì 27 gennaio 2021

Playing for time (1980)

Conosciuto in Italia con il titolo Fania e anche Ballata per un condannato, è un film statunitense televisivo per la CBS, scritto da Arthur Miller e basato sull'autobiografia dell'acclamata musicista Fania Fénelon, "The Musicians of Auschwitz". Girato in pellicola e con una suggestiva fotografia a colori tendente al seppia, ritrae con estrema durezza ed efficace realismo psicologico la vita delle donne che fecero parte dell'Orchestra femminile di Auschwitz. A differenza degli altri deportati, a loro era concesso di esercitarsi per lo studio della musica e di suonare per il piacere delle SS, invece di fare i duri lavori manuali spesso assegnati ai prigionieri. Questa carica che apparentemente poteva sembrare un "privilegio", al contrario comportava un'umiliazione profonda e un degrado morale insostenibili a livello psicologico. L'orchestra veniva usata come scherno per dare ogni giorno il "benvenuto" ai nuovi deportati nel campo di concentramento, mentre questi venivano separati dalle loro famiglie, picchiati e anche uccisi. Molti ebrei finivano per disprezzare le donne dell'orchestra per quello che facevano. La regia é caratterizzata da un rigore formale che spiazza nella messa in scena dei momenti più cruenti e il lavoro che è stato fatto sul sonoro è notevole nell'aver riprodotto con introspezione lo strazio, la confusione e la violenza di ciò che accade attorno alla quotidianità della protagonista. Il film è sorretto dall'interpretazione straordinaria di Vanessa Redgrave, che per la sua carica drammatica e la stasi che esprime quando entra in comunione con la musica, mi ha ricordato la forza espressiva della Falconetti ne " La passione di Giovanna D'arco" di Dreyer. É un film che in Italia è finito nel dimenticatoio, ma che meriterebbe di essere riscoperto e valorizzato, perché la sua potenza è indiscutibile.



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