lunedì 18 gennaio 2021

I May Destroy You (2020)

Non è facile parlare di questa serie HBO, che arriva dove le produzioni Netflix non riescono ad arrivare. É stata scritta, diretta e prodotta dalla stessa attrice protagonista Michaela Coel. Un lavoro impegnativo dal punto di vista tecnico e anche coraggioso visto che gli eventi narrati che ruotano attorno al personaggio di Arabella, sono anche quelli che la Coel ha vissuto in prima persona. 
La serie è in sostanza una bomba ad orologeria contro la cultura dello stupro, contro quella parte oscura che domina nella società umana, contro quel demone che struttura e plasma le emozioni e i comportamenti umani mettendoli al servizio del sistema patriarcale. Eppure, nella sua straordinaria capacità di trattare tematiche di genere (e non), che sono tutt'oggi al centro di accessi dibattiti nel mondo femminista, la serie non ne diviene mai un mero sponsor politico e ideologico. É la complessità del personale che viene rappresentata, ed è soprattutto il dolore che mette in moto ogni processo di consapevolezza della protagonista. Il trauma dello stupro rimosso risale lentamente alla sua coscienza con una tale forza distruttiva che ogni processo vitale si interrompe, si paralizza, inchiodando Arabella a guardare dentro il proprio involucro, faccia a faccia con quella parte dell'anima che è stata violata. Le persone attorno a lei tenteranno di aiutarla a ricordare, ma inutilmente. Si prenderanno cura di lei, soprattutto la sua amica Terry che la seguirà costantemente nelle sue attività di recupero, anche se nasconderà una verità scomoda che metterà a dura prova la loro "sorellanza". Ed è interessante come i personaggi secondari apriranno nuove narrazioni, volte ad alimentare il dibattito sulla sessualità e il consenso. C'è appunto quello di Terry che ha vissuto un threesome con due ragazzi italiani e che si illude di averne partecipato in condizione di totale libertà e trasparenza, c'è la storia di Kwame, un ragazzo gay, che subisce uno stupro poco dopo aver avuto un rapporto consenziente con la stessa persona e c'è anche la storia di Theodora, che da bambina è stata vittima di revenge porn. La serie colpisce per la sua ironia audace, mai cinica, che dona una famigliarità particolare ai personaggi. Tra leggerezza e crudeltà si arriva verso un finale incredibile. In particolare, l'ultimo episodio "Ego death" (Morte dell'ego) è un'esperienza sconvolgente. (Spoiler) Arabella si troverà a combattere direttamente contro il volto del suo stupratore, la personificazione del male che è finalmente riuscita a ricordare e identificare. Tre processi avverranno all'interno dell'episodio e che potremo definire: distruzione, comprensione e liberazione. Nel primo, la vendetta sarà padrona, lo stupratore verrà fatto cadere in una trappola orchestrata da Arabella e le sue amiche, per finire catturato e successivamente pestato a sangue fino alle morte. Le donne umilieranno il suo corpo in un'ottica dove le stesse finiranno per personificare e reiterare il processo di aggressione e sottomissione patriarcale. Nel secondo, la pietà "del porgi l'altra guancia" porterà Arabella a fraternizzare con lo stupratore, invitandolo così ad entrare nella camera della sua casa, per ascoltarlo, per capire la sua storia e le ragioni del suo comportamento. Troverà così il suo pentimento. Nel terzo, rivoluzionario e conclusivo processo, Arabella copulerà con lo stupratore in un rapporto consenziente, così che la stessa sessualità diverrà lo strumento di liberazione. Tutto avviene all'interno di un quadro decostruttivo del genere, poiché i ruoli tradizionalmente assegnati al sesso di appartenenza sono ribaltati: Arabella dominerà l'uomo durante il rapporto sessuale, usando uno strap-on. L'orgasmo con la sua energia liberatoria ristabilirà l'ordine. Arabella si riapproprierà finalmente della sua sessualità violata. Poco dopo, in un'immagine di straordinaria inquietudine e potenza evocativa, il corpo nudo dello stupratore che ha trascorso la notte d'amore con Arabella e quello sanguinante dello stesso stupratore che ne è rimasto dopo la vendetta, lasceranno la sua stanza come due spettri alla fine di un rituale d'esorcismo. Nell'aria si può sentire una catarsi dolorosissima. Non rimarrà che un sospiro di sollievo prima di raccontare quella storia, quel percorso di consapevolezza, finito nel nuovo libro di Arabella. Il dolore è ancora lì, ma con tutti i suoi pezzi finalmente raccolti. Adesso sono pronti per essere esaminati, per capire cosa di buono possiamo trarne e se possiamo così diventare persone migliori. 
"I May Destroy You" con la sua brutalità, profondità e ingegno non vi lascerà in pace. Non è soltanto la serie migliore del 2020, ma è anche uno degli spettacoli televisivi più potenti visti negli ultimi tempi.


2 commenti:

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