giovedì 10 dicembre 2020

The Juniper Tree (1990)

Film indipendente della regista Nietzchka Keene, che è costato la fatica di 4 anni di lavorazione. Il film è interamente girato nei suggestivi paesaggi dell'Islanda e nel cast spicca la presenza dell'artista Björk. Vagamente ispirato alla fiaba "Il ginepro" dei Fratelli Grimm, segue le vicende di Katla (interpretata Bryndis Petra Bragadóttir) e Margit (interpretata da Björk Guðmundsdóttir), due sorelle rimaste orfane, figlie di una donna arsa al rogo perché accusata di stregoneria. Le sorelle dopo la morte della madre scappano dalla loro terra natia e si dirigono verso un luogo lontano e sicuro, dove incontrano Jóhann, un uomo rimasto vedevo e con un figlio di nome Jónas. Katla per ricostruire una vita sicura per se stessa e sua sorella, userà la stregoneria per sedurre l'uomo, ma il piccolo Jónas capirà le intenzioni della donna e farà di tutto per allontanarla dal padre. Jóhann sebbene proverà a respingere Katla, non riuscirà a spezzare il suo legame magico. Margit preoccupata per l'ostilità del piccolo Jónas, tenterà di instaurare un legame profondo con lui, rendendolo partecipe delle sue "visioni". 
"The Juniper Tree" è quello che potremmo definire un horror femminista nelle intenzioni più nobili del termine, la stregoneria è l'unica arma che le donne protagoniste - compreso quelle che appartengono al ricordo dei personaggi - hanno per difendere se stesse dalla misoginia e dalle persecuzioni attuate dalla cultura patriarcale; se nella fiaba dei Grimm la matrigna perseguita il bambino, qui i ruoli sono capovolti. La regia di Keene ha uno straordinario rigore bressoniano, porta estrema attenzione ai particolari, ai gesti, alla rappresentazione della quotidianità, alla ripetitività, all'intonazione delle battute degli attori, che si muovono in maniera misurata all'interno del campo. Il tutto è dipinto in un meraviglioso bianco e nero fotografato da Randolph Sellars. Questa cifra stilistica si dimostra molto efficace quando Katla spezza quell'ordinaria quotidianità con i suoi sortilegi contro il piccolo Jónas, creando una rottura formale, ancora di più lo sono le "visioni" di Margit che introducono una dimensione trascendente all'opera, credibile e palpabile. Il film sorprende, disturba e incanta malgrado la sua staticità e compostezza. Si giunge a un finale dolente, che dissolve i suoi personaggi in una solitudine esistenziale senza via d'uscita. La stregoneria si rivelerà essere un vano e illusorio tentativo di modificare un mondo irrimediabilmente dominato dalle paure e dal dolore, il culto della magia come in quello di ogni religione diverrà anch'essa la culla della consolazione: nell'immagine finale del film Margit tenterà di superare le molteplici perdite umane, incastonando i tragici eventi all'interno della predestinazione di una fiaba. Film da scoprire, con un'immensa Björk nella sua prima prova attoriale.


Il film è rimasto inedito in Italia, si trova però un'edizione americana in Blu-Ray disc su questo link.
Per quanto riguarda i sottotitoli, su questa pagina potete trovare quelli in italiano, di cui ho curato la traduzione personalmente.

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