venerdì 10 febbraio 2023

Time of Darkness and Silence (1982)

Titolo originale: Zeit des Schweigens und der Dunkelheit. Questo è un documentario di un'importanza storica inestimabile. Dal 1982 fino ad oggi è rimasto chiuso segretamente negli archivi dell'emittente televisiva tedesca WDR (Westdeutscher Rundfunk Köln), perché la regista Nina Gladitz si è rifiutata di eliminare una scena dopo la sentenza del Tribunale regionale superiore di Karlsruhe del 1987, ma qualcuno misteriosamente l'ha pubblicato su Youtube, circa dieci mesi fa, dopo appena un anno dalla morte della regista. Il documentario attraverso la collaborazione principale di Josef Reinhardt, un rom sopravvissuto all'Olocausto, racconta la genesi del lungometraggio "Tiefland" diretto da Leni Riefenstahl nel 1941 (distribuito solo nel 1954) e di tutte le persone di etnia rom e sinti che furono selezionate dal campo di concentramento di Salisburgo-Maxglan per essere utilizzate come comparse nel suo film. Apprendiamo che fine delle riprese non solo nessuna di quelle persone fu retribuita, ma il lato più agghiacciante è che molti di loro, compreso quasi tutti i bambini, furono deportati e uccisi nelle camere a gas di Auschwitz. D'altro canto Leni Riefenstahl ha sempre sostenuto che il campo di Salisburgo-Maxglan fosse solo un campo "assistenziale" e che all'epoca non fosse a conoscenza di tutte le storie su Auschwitz, ha anche dichiarato che se si fosse ritenuta in parte responsabile della morte di quelle persone si sarebbe suicidata. Ma ai fatti, oggi, è stato storicamente accertato che il campo di Salisburgo-Maxglan fu a tutti gli effetti un campo di concentramento e che quindi i rom e i sinti, compreso tutti i bambini, furono imprigionati lì per motivi razziali. L'aspetto più controverso di questa storia e non ancora accettato ufficialmente, è che tutti i testimoni sopravvissuti sono concordi sul fatto che Leni sapesse di Auschwitz e che addirittura diede la falsa promessa che li avrebbe aiutati a fuggire, cosa che non rispettò mai una volta terminato il suo film. Nel documentario una donna parla anche che "zia Leni" (come si faceva chiamare dai bambini), aveva promesso a sua figlia che l'avrebbe portata a Berlino per aiutarla a diventare una cantante. Ma ovviamente neanche questo si realizzò; i rom sono giunti alla conclusione che Leni li abbia solo usati perché sapeva che avrebbe potuto non pagarli a causa della disagiante condizione in cui si trovavano.
Leni Riefenstahl in un'intervista al Frankfurter Rundschau del 27 aprile 2002, sostenne: «Abbiamo rivisto tutti gli zingari che hanno lavorato nelle pianure dopo la fine della guerra. A nessuno è successo niente.» Dopo queste dichiarazioni l'associazione interculturale Rom e V. avviò una causa contro di lei per denigrazione della memoria dei defunti e negazionismo dell'Olocausto, che purtroppo fu interrotta per mancanza di interesse pubblico, poi Leni un anno dopo morì e la questione fu definitivamente sepolta.
Il documentario della Gladitz dura appena un'ora ma è denso di significato, con i suoi testimoni fa emergere nella pellicola ferite mai rimarginate e che continuano a sanguinare nella nostra storia contemporanea, questo è proprio il «tempo delle tenebre e del silenzio», il tempo dove «l'inimmaginabile sfugge alla nostra memoria. Il vero orrore, non ci ha ancora raggiunto», come citano nel finale le potenti parole dello scrittore Max Frisch. Ma fintanto esistono registe come Nina Gladitz che non cedono ai compromessi, disposte a bloccare la distribuzione della propria opera piuttosto che eliminare una singola scena al fine di preservare la verità dei testimoni, allora c'è ancora speranza per l'umanità e il cinema stesso.

(Leni Riefenstahl ebbe rapporti stretti di amicizia con Adolf Hitler e fu autrice dei più importanti film di propaganda nazista)

Il documentario è disponibile, come già detto, qui su Youtube e anche qui su Archive.org. Sono felice di comunicarvi che ho curato la traduzione dei sottotitoli in italiano, che potete scaricare qui. Buona visione!

3 commenti:

  1. accidenti che perla! film salvato, grazie mille anche per i sottotitoli, toccherà citarti quando lo recensirò, hai scritto un pezzo perfetto

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    1. di nulla, grazie! ;) Di questa storia penso che ne sentiremo sempre più parlare in futuro, prima che morisse Nina Gladitz ha firmato degli accordi per produrre una serie tv basata sul suo libro d'inchiesta.

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  2. Ecco un altro blogger che ammiro, e da cui ho imparato tanto oltre a Robertino, Julienne, a te devo tanto e tu lo sai, questo film documentario me lo segno, e un giorno forse lo guarderò

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