mercoledì 8 settembre 2021

Baxter (1989)

Baxter è un bull terrier che si ritrova, come tutti i cani domestici, sradicato dalla propria natura, lontano dai suoi simili e chiuso in una casa con degli umani. Con l'avanzare del corso del tempo, la sua ricerca di appartenenza nel mondo umano, sarà sempre più inappagate, passando da padrone a padrone, senza mai trovare il suo vero posto. La sua vita così "umanizzata" - circoscritta soltanto dalle mura di una casa e un giardino - sarà frustrante e castrante anche per il suo impulso naturale alla riproduzione, portandolo ad assumere spesso comportamenti aggressivi e violenti contro con i suoi padroni. Dopo aver perso due padroni, verrà adottato da un ragazzino sociopatico e fanatico del Führer, che attraverso l'uso del metodo "bastone e carota" imporrà la sua obbedienza combinando astutamente ricompense e punizioni, per indurre la povera bestia al comportamento desiderato. Questa forma di manipolazione tipicamente umana e famigliare a tutte le personalità dittatoriali, condurrà Baxter a una realtà ben peggiore di quella vissuta fino a quel momento. Si scontrerà con il male più distruttivo della natura umana (ogni riferimento a Erich Fromm, non è casuale), i quali disegni si riveleranno di una tale perversità che appariranno estranei persino al suo impulso aggressivo animale e al suo istinto di sopravvivenza, che verrà addirittura soppresso nel tragico epilogo della pellicola.
Film crudo e spietato, dall'impianto minimalista, predilige una narrazione "interiore" esposta dai pensieri del cane (doppiato dall'attore francese Maxime Leroux), per queste caratteristiche è molto vicino all'idea del cinematografo di Robert Bresson. Ispirato al romanzo "Hell Hound" di Ken Greenhall, rimane una delle rappresentazioni cinematografiche più perspicaci del male e senza volerlo, dello spirito animalista.

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