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  • Il film di Peter Watkins è la risposta cinematografica alla trappola della "monoforma", prestandosi ad essere uno dei film-manifesto più rivoluzionari della storia del cinema...
  • Cosa è più importante? La vita o le idee? Il corpo o l'anima? Il visibile o l'invisibile? Questo è quello che si chiede insistentemente la regista sovietica Larisa Shepitko...
  • È d'obbligo la sua visione prima di scomparire da questo mondo, ma soprattutto prima di continuare a leggere questo blog che porta con tanto onore il suo nome.
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sabato 23 gennaio 2016

Homophobia in Russia (2013)

Questo post non è dedicato a un film, ma a un progetto fotografico che mi ha colpito moltissimo. Si tratta del reportage fotografico "Homophobia in Russia", realizzato da Mads Nissen in Russia, nel Giugno del 2013. Il fotografo danese racconta di essersi trovato in Russia per un workshop da lui organizzato per giovani russi, in quel periodo la Duma di Stato aveva implementato una nuova legge anti-gay, Nissen rimase molto colpito da questo e così decise di prolungare il suo soggiorno in Russia, per esaminare profondamente la condizione delle persone LGBT. La legge russa ha vietato così la "propaganda di rapporti sessuali non tradizionali ai minori", rendendo illegale tutti gli eventi del Pride, parlare dei diritti dei diritti in difesa delle persone LGBT e affermare che le relazioni omosessuali sono uguali a quelle eterosessuali. Il reportage fotografico di Mads Nissen racconta con estremo rigore documentaristo gli effetti di questa legge, che più che difendere i minori, si è dimostrata essere solo una gratuita e violenta persecuzione di matrice fascista contro la comunità lgbt. 
A pochi mesi dall'approvazione della legge, i neonazisti russi attraverso l'organizzazione Occupy Pedophilia (fondata nel 2010 dal neonazista Maxim Martsinkevich) hanno cominciato ad adescare ragazzi gay e bisex attraverso siti di incontri, accusandoli ingiustamente di pedofilia, anche se i ragazzi avevano l'età del consenso (in Russia parte dai 16 anni). I neonazisti hanno cominciato a girare video dove venivano immortalate umiliazioni, violenze verbali e torture fisiche a questi ragazzi, molti dei video sono stati divulgati attraverso "vk.com", il social network russo gestito da Pavel Durov, un anarco-capitalista russo residente  negli Stati Uniti, che  malgrado le segnalazioni della comunità non perseguì nessun mandato. Finora si contano circa 70 video girati da "Occupy Pedophilia" dove le vittime sono sempre ragazzi lgbt molto giovani.
Mads Nissen attraverso le sue fotografie ricostruisce uno spaccato della "democratica" e "moderna" Russia, dove l'imponente presenza della Chiesa Ortodossa con i suoi personaggi che l'albergano, come il politico Vitaly Milonov e l'attivista Dmitriy Tsorionov (che regge un'icona della Madonna con Cristo), giocano un ruolo quanto mai controverso nel promuovere il loro punto di vista creazionista a discapito della laicità nella società russa.
Il lavoro di Nissen colpisce per l'essenzialità e l'equilibrio formale, tra la freddezza documentaristica e la forza evocativa espressa dai ritratti umani. Si alternano continuamente scatti di violenza negli spazi aperti al pubblico e scatti di amore e quotidianità all'interno delle mura domestiche. Ma è dentro questa realtà privata che si può scorgere qualcosa di molto penetrante: gli occhi delle persone LGBT testimoniano spietatamente gli effetti psicologici della legge anti-propaganda, lasciando allo spettatore un "peso" morale grande quanto un macigno.





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