domenica 5 luglio 2020

The Blair Witch Project (1999)

Il film è introdotto da una didascalia che ci avvisa che quello che andremo a guardare è la raccolta di alcune pellicole e nastri audiovisivi ritrovati dopo la sparizione di tre ragazzi americani nei boschi circostanti il villaggio di Burkittsville (anticamente chiamato Blair), nell'ottobre del 1994. Verremo quindi catapultati nelle vite di Heather, Joshua e Michael che documenteranno, con una telecamera in mano, l'intenzione di girare un film sulla strega di Blair, un'antica leggenda del posto. All'inizio verranno intervistate alcune persone che riveleranno le origini della leggenda, che sembrerebbe essere legata alla vera sparizione di sette bambini negli anni '40. Una donna testimonierà anche di aver visto la strega da bambina, descrivendola come un'essere mostruoso ricoperta di peli. I tre giovani, dopo aver fatto le interviste, lasceranno il villaggio e la loro auto per addentrarsi nel bosco in cerca della verità. Muniti di zaini, tenda, torce, mappa e tutti i viveri per sopravvivere, proseguiranno il loro viaggio seguendo il percorso dove la strega sembrerebbe aver commesso i suoi misfatti. Si susseguiranno una serie di eventi inspiegabili che li condurranno a scoprire le presenze oscure che dominano qui boschi, ma anche a scontrarsi con la loro fragilità e le loro debolezze più umane. Le scene amatoriali dove i protagonisti documentano la loro quotidianità sono a colori, mentre quelle dedicate al loro documentario sono girate in bianco e nero. La forza del film non è solo nell'aver utilizzato efficacemente l'espediente del found footage, ma è anche sopratutto in un comparto sonoro avvolgente che suggerisce molto più di quello che le immagini riescono a mostrarci, per questa ragione la sua visione in lingua originale è un obbligo morale. Le scene degli accampamenti notturni, dove nell'inquadratura domina solo un nero fittissimo, risultano ogni volta sempre più psicologicamente insostenibili e la sparizione di Joshua con tanto dei suoi successivi lamenti disturbanti durante la notte, riescono ad alzare la tensione del film conducendoci davvero a un punto cruciale. Si arriva a un finale davvero perfetto, sotto molti punti di vista. Nelle ultime scene della terrificante casa abbandonata, le riprese a colori e in bianco e nero si alternano, ricongiungendo i due punti di vista filmici in un'orrore totalizzante. 
"The Blair Witch Project" vinse il "Premio Giovani" per il miglior film straniero al Festival di Cannes 1999 ed è la dimostrazione che partendo da un budget ristrettissimo è possibile girare un grande film. Oggi è considerato un classico dell'horror, ha influenzato ed ispirato intere generazioni, basti pensare agli innumerevoli film, fumetti e videogiochi (l'ultimo è proprio del 2019, sviluppato dalla Bloober Team) che sono stati prodotti. Se non l'avete ancora visto, correte a farlo!

Il film è disponibile in dvd per l'acquisto su questo link.


2 commenti:

  1. l'avevo visto un anno dopo l'uscita, in un cinemimo che qualche mese dopo ha chiuso, era d'inverno, fuori pioveva, nel cinema eravamo due o tre spettatori.
    ricordo che me l'ero fatta (quasi) addosso dalla paura, senza che si vedesse niente di terribile, si sentiva che c'era qualche strega.
    un gran film.

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    1. Al cinema sicuramente renderà di più. Ho letto che i ragazzi durante la lavorazione del film non sapevano mai davvero chi fosse a spaventarli la notte. I registi hanno deciso di lasciarsi da soli nel bosco e "stuzzicarli" per rendere le loro sensazioni più realistiche possibili.

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