martedì 7 luglio 2020

Suspense (1961)

Uscito nella sale italiane con il titolo grottesco "Suspense", "The Innocents" di Jack Clatyon è ispirato a "Il giro di vite" di Henry James, ed è probabilmente la sua migliore trasposizione cinematografica realizzata finora. Il film segue le vicende di Miss Giddens, una veterana istruttrice che viene assunta da un ricco londinese per occuparsi di Flora e Miles, due bambini rimasti orfani dei loro genitori, ma presi in custodia dal loro zio. Miss Giddens si trasferirà nella grande villa per occuparsi a tempo pieno dei bambini, mentre lo zio sarà continuamente fuori per lavoro. Ma all'interno della casa cominceranno a manifestarsi delle strane presenze, che tormenteranno la quiete di Miss Giddens. L'unica domestica rimasta nella villa rivelerà alla donna che poco tempo prima, lì morirono due dipendenti, si tratta della precedente istruttrice Miss Jessel e il giardiniere Peter Quint. I due avrebbero instaurato una relazione perversa e violenta che avrebbe coinvolto anche i bambini dentro uno strano gioco perverso. Miss Giddens arriverà alla conclusione che gli spiriti dannati della coppia infestano la villa con lo scopo di avvicinarsi ai bambini e possederli completamente. 
Il film è fotografato magnificamente da Freddie Francis, che utilizza un bianco e nero limpido, senza contrasti, che sfrutta al meglio le luci e le ombre. Le scene in cui si manifestano i fantasmi colpiscono per la loro suggestività: nelle scene diurne appaiono sempre in lontananza, racchiusi in un campo lungo, le loro figure sono fugaci e indecifrabili, mentre il volto di chi li osserva è in primo piano, sudato e confuso dal caldo e dal sole che batte, e cerca inutilmente di focalizzarli; nelle scene notturne succede l'esatto opposto, i fantasmi si manifestano dentro dei primi piani e possiamo vedere i loro occhi che scrutano i personaggi, mescolandosi con le ombre delle candele, mentre la luminosità dell'inquadratura cala vertiginosamente. Tutti questi espedienti visivi, essenziali e mai eccentrici, riescono ad inquietare e angosciare come pochi film del genere. La sceneggiatura conserva lo spirito ambiguo del racconto originale e lo sviluppo degli eventi mantiene la tensione fino al risvolto finale. Deborah Kerr che interpreta Miss Giddens è perfetta, con il suo sguardo smarrito, inquieto e anche materno riesce a comunicare una moltitudine di sentimenti contrastanti; non di meno è Martin Stephens nel ruolo del piccolo Miles, che sostiene una straordinaria ambiguità per tutto il film, fino alla diatriba finale con l'istruttrice, dove riesce a mostrare potentemente la trasformazione e la devastazione psicologica del suo personaggio. Il finale aperto dal sapore esoterico, scuote e si insinua dentro come un incubo che tormenta. A detta di molti, si tratterebbe del capolavoro di Jack Clayton, come non darli torto?

Il film nella sua edizione restaurata è disponibile in dvd su questo link.


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