• «Non mi importa se passeremo alla storia come barbari» non solo rappresenta la piena maturità artistica di Radu Jude, ma è anche uno dei più grandi film del XXI Secolo...
  • Il film di Peter Watkins è la risposta cinematografica alla trappola della "monoforma", prestandosi ad essere uno dei film-manifesto più rivoluzionari della storia del cinema...
  • Cosa è più importante? La vita o le idee? Il corpo o l'anima? Il visibile o l'invisibile? Questo è quello che si chiede insistentemente la regista sovietica Larisa Shepitko...
  • È d'obbligo la sua visione prima di scomparire da questo mondo, ma soprattutto prima di continuare a leggere questo blog che porta con tanto onore il suo nome.
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giovedì 6 aprile 2023

Gummo (1997)

Film esordio di Harmony Korine che girò all'età di soli 23 anni. Di Gummo se n'è parlato a lungo e troppo, ma la sua prepotenza e genialità non stancano mai. È probabilmente una delle esperienze cinematografiche più disturbanti a cui ci si può sottoporre, con la sua estetica sporca e grezza ci immerge nelle periferie della cittadina Xenia, o meglio di tutto ciò che ne rimane dopo che un tornado l'ha devastata il 3 aprile del 1974. Gli abitanti sopravvissuti sono ridotti a una comunità di white trash la cui quotidianità diviene il riflesso impietoso della società americana. È una società nichilista che ha perso ogni valore morale e che vive trascinandosi nell'illegalità per soddisfare il consumismo più sfrenato. Gli adulti abusano dei propri figli, mentre quest'ultimi vengono lasciati ad ingozzarsi di cibo spazzatura, alcol e droghe. Ma sotto la superficie del grottesco Korine fa emergere i conflitti più profondi che albergano nei suoi bizzarri protagonisti, restituendoci anche l'immagine di un'umanità ferita, avvilita, che sembra attendere soltanto di essere spazzata via; perciò la tragedia del tornado pare aver solo palesato e acutizzato un processo autodistruttivo già precedentemente in corso, credo sia questo aspetto a rendere il film particolarmente riuscito e devastante.
Nell'imponente finale non ci resta che "piangere" come ripetono le parole della canzone di Roy Orbison, dove nell'orizzonte di una campagna vediamo la figura iconica del bunny boy - un bambino che indossa un copricapo di orecchie rosa da coniglio - portare in mano la carcassa di uno dei gatti uccisi dalla comunità. Corre dritto verso la macchina da presa per poi fermarsi e guardare dritto all'obiettivo, come per tentare di ritrovare, disperatamente, l'ultimo testimone cosciente nello sguardo dello spettatore. Per André Bazin questo sguardo coincide anche con l'occhio di Dio.

venerdì 9 ottobre 2020

Trash - I rifiuti di New York (1970)

Noto anche come "Andy Warhol's Trash" è  il secondo film di una trilogia (iniziata nel 1968 con "Flesh" e conclusa con "Heat" nel 1972) che Paul Morrissey ha ideato e girato con Andy Warhol attorno alla figura di Joe Dallessandro. "Trash" è stato girato a New York nel corso di soli otto sabati pomeriggi e segue le vicende di  Joe Smith e Holly Sandiago, una coppia tossicodipendente, interpretati rispettivamente da Joe Dallessandro e l'attrice transgender Holly Woodlawn. Holly passa il tempo a rovistare la spazzatura in cerca di rifiuti da poter rivendere o da poter usare come arredamento nel suo misero appartamento, mentre Joe vaga per le strade di New York entrando clandestinamente negli appartamenti per derubare. Lo sguardo della macchina da presa si concentra sui primi piani dei volti appassiti dei personaggi, questo contatto ravvicinato è in netto contrasto con la freddezza e la durezza di quello che accade. Il corpo di Joe Dallessandro - come nel resto della trilogia - trasuda di una bellezza statutaria che diventa oggetto di desiderio per ogni personaggio incastrato nel racconto, un desidero così avido e cieco, che svuota il loro rapporto da ogni possibile forma di empatizzazione, esemplare è in questo senso la scena in cui Joe viene invitato a lavarsi dalla stessa padrona della casa che stava tentando di derubare, al fine di prepararlo ad avere un rapporto sessuale con lei e il marito. "La tua pelle è marcia" sentenzierà la giovane sul corpo di Joe, "dovresti fare qualcosa per il tuo volto". Ma ogni tentativo di assoggettamento dell'incosciente Joe sarà fallimentare, nessuno riuscirà a trarre piacere sessuale dal suo corpo perché ormai impotente a causa delle droghe.
Nel finale Holly tenterà di ricostruire il loro rapporto sperando di utilizzare il figlio di sua sorella per ottenere il sussidio, ma il tentativo sarà vano per colpa di un funzionario feticista che in cambio di un "aiuto" per le pratiche vorrà le scarpe argentate di Holly (trovate tra i rifiuti) che lei non vorrà dar via. 
"Trash" è un asettico e spietato ritratto di rifiuti umani, che tentano inutilmente di risalire in una società classista, dove il valore viene attribuito alle cose e ai rifiuti degli umani e non agli esseri umani, per i protagonisti non resta che sopravvivere (e sperare) per quelle cose trovate nei rifiuti, il loro fetore copre il dolore, fino a confondersi e decomporsi tra i fondi di quella cupa e putrida New York che nessuno vorrebbe guardare. Una piccola perla del cinema underground con una Holly Woodlawn memorabile.


Il film è stato distribuito dalla RaroVideo in DVD ed è acquistabile su questo link.


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