martedì 18 aprile 2023

Soft & Quiet (2022)

Soft & Quiet, Morbido & tranquillo, sono le parole usate dal movimento delle Tradlife (allineato con il noto movimento Alt-Right) per descrivere il loro modus operandi, sono donne che sostengono la riunificazione dei valori della famiglia tradizionale attraverso la preservazione della razza europea, per intenderci quella bianca, ariana e cristiana che vedono minacciata dal multiculturalismo. Per farlo richiedono di ricoprire lavori dove possono essere maggiormente influenti per i bambini bianchi, come nell'istruzione e nella sanità, ma una volta divenute madri dedicarsi solo a questo, a tempo pieno. Queste donne lanciano un messaggio davvero forte, perciò devono mantenere un atteggiamento morbido e tranquillo per «farlo entrare nel mainstream più facilmente». Si presentano sui social network con un look pulito e sofisticato, propagando idee che oltre l'apparenza, nel più profondo, sono ferocemente razziste e sessiste. È da qui che la regista Beth de Araújo costruisce il suo, altrettanto feroce, soggetto. Seguiremo da vicino l'insegnante di scuola materna Emily (Stefanie Estes) che uscirà in lacrime da una toilette dopo aver fatto un test di gravidanza con esito negativo, in seguito si incamminerà verso una Chiesa dove organizzerà il suo primo incontro delle "Figlie per l'unità ariana", un'organizzazione di donne caucasiche suprematiste bianche, dove parteciperanno altre cinque donne: la madre solitaria Alice (Rebekah Wiggins), la figlia di un importante membro del Ku Klux Klan Jessica (Shannon Mahoney), l'ex detenuta Leslie (Olivia Luccardi), la piccola proprietaria di un drogherie Kim (Dana Millican) e l'insoddisfatta lavoratrice al dettaglio Marjorie (Eleanore Pienta). Le donne prendendo una fetta dall'inquietante torta di Emily su cui è disegnata una svastica, inizieranno a discutere presentando tutte le loro rimostranze contro gli immigrati, gli ebrei, le femministe, le politiche di inclusione come le quote di diversità e i movimenti sociali come il Black Lives Matter. L'incontro verrà però interrotto dal pastore della Chiesa, che sconvolto dalle loro idee, parlerà in privato con Emily e la minaccerà di andarsene, quest'ultima per non perdere la faccia di fronte alle altre donne deciderà di invitarle a casa sua, ma solo Leslie, Kim e Marjorie la seguiranno. Le quattro durante il viaggio si fermeranno nel negozio di Kim per prendere del vino, ma nel mentre entreranno due sorelle asiatico-americane di nome Anne (Melissa Paulo) e Lily (Cissy Ly), ignare che il negozio fosse chiuso chiederanno del vino, qui Kim le caccerà bruscamente e scoppierà un violento litigio che darà inizio a una vera e propria discesa infernale. 
La de Araújo non lascia fiato allo spettatore, decide di girare il suo film in un unico pianosequenza (ha girato ben quattro versioni del film), una scelta ambiziosa e che riesce a padroneggiare meravigliosamente, la direzione del cast non è gestita da meno, restituisce tutto il realismo e la brutalità della violenza fisica e verbale. Una violenza che esprime efficacemente l'imbarbarimento tipico dell'ideologia fascista quando è assimilato all'interno di un gruppo. In termini di paragone non siamo lontani dalle barbarie mostrate ne "La grande estasi di Robert Carmichael" di Thomas Clay, un film dallo stile più glaciale ma di sostanza simile, anch'esso etichettato ingenuamente come horror. Rimarranno quindi delusi moltissimi spettatori che si aspetteranno un classico revenge movie, perché qui le vittime subiscono pesantemente senza alcuna possibilità di redenzione, mettendo a dura prova la tollerabilità di chi guarda. La denuncia è chiara: non c'è nessuna rimostranza, nessuna dialettica "morbida" che possa mistificare il razzismo, il sessismo e l'omofobia, il fascismo c'è ancora, con tutti i suoi luoghi comuni e la sua banalità (del male), basta solo darli una piccola occasione per stabilizzarsi in un gruppo e velocemente deflagra con la sua potenza distruttiva. Ma ciò che rende questo film diverso da tutte le rappresentazioni cinematografiche precedenti è che qui sono le stesse donne ad appropriarsene, autonomamente e consapevolmente; rendendo il tutto più terrificante e sconcertante. Un film scomodo, che lascia il segno.

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